Giochino
Remo Bassini sul suo blog ha scritto che la mia scrittura gli ricorda quella di Camilleri, ho prontamente ribattuto che, a mio avviso, non la ricorda affatto e così mi è venuta voglia di fare un giochino: chi mi trova tra tutti questi mostri? (dal gioco sono esclusi colti e furboni, insomma dovete andarci a intuito altrimenti non vale).
N1 "Venne arrisbigliato, a notti funna, da un gran catunio di vociate e di chianti che veniva dalla cammara di mangiari.Ma era cosa stramma assà pirchì tanto le vociate quanto i chianti erano assufficati, squasiche chi stava facendo catunio non vulisse fari sentiri il catunio che stava facendo".
N2 "O quando tutte le notti-per pirgrizia, per avarizia-ritornavo a sognare lo stesso sogno: una strada color cenere, piatta, che scorre con andamento di fiume fra due muri più alti della statura di un uomo; poi si rompe, strapiomba sul vuoto.Qui sporgendomi da una balconata di tufo, non trapela rumore o barlume, ma mi sorprende un ribrezzo di pozzo, e con esso l'estasi che solo un irrisorio pedaggio rimanga a separarmi..."
N3 "Il procuratore varga era impegnato nel processo Reis, che durava da circa un mese e si sarebbe trascinato per altri due, quando in una dolcissima sera di maggio, dopo le dieci e non oltre la mezzanotte secondo testimonianze e necroscopia, lo ammazzarono"
N4"La recita quotidiana del rosario era finita.Durante mezz'ora la voce pacata del principe aveva ricordato i Misteri Dolorosi; durante mezz'ora altre voci, frammiste avevano tessuto un brusio ondeggiante sul quale si erano distaccati i fiori d'oro di parole inconsuete:amore, verginità, morte (...)".
N5 "In casa Navarra era festa, quella sera.Il povero barone don Raimondo, che arrabbattavasi da anni e anni in mezzo ai debiti e agli altri guai, colla croce di due figlie da marito per giunta, ne dava una, delle figliole, al figlio unico di don Nunzio Rametta(...)".
N6"Io ero, in quell'inverno, in preda ad astratti furori.Non dirò quali, non di questo mi son messo a raccontare.Ma bisogna dica ch'erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto.Da molto tempo questo,ed ero col capo chino".
N7 "Non è lacrima di cielo, né conca dove la sorgiva 'nguma, tra la vecchia alleanza di muschi, il suo inviolato imene d'acque. E' currulìo di gocce, nell'arso pistillo della tua vena, madre, un sordo miserere per una burrasca di polsi già consunta".
N8"Veleggiando i romani, dall'oriente, verso l'italia, portavano la mandorla e un cielo adatto volevano cercarle; e sbarcati in sicilia, portandovela a mani giunte, ve la piantarono. Attecchita che fu, la videro lucere e moltiplicarsi per innesti su albicocche e susini; ché prima era minuta, estranea, corriva al suolo(...)"
N9"Pellegrino Maria Sostene Mezzasalma aveva un nome che a scriverlo ci voleva un’ora. In effetti, di nomi ne aveva tre: Pellegrino, Maria e Sostene, e a metterli nero su bianco, le rare volte che gli era accaduto, lui era decisamente velocissimo; soprattutto se paragonato alla maggior parte dei paesani che per comporre l’anonima croce che li rappresentava, in primis davanti alla legge, sudavano sette camicie"
N10"La pioggia, caduta a diluvio durante la notte, aveva reso impraticabile quel lungo stradone di campagna, tutto a volte e risvolte, quasi in cerca di men faticose erte e di pendii meno ripidi. Il gusto dell'intemperie appariva tanto più triste, in quanto, qua e là, già era evidente il disprezzo e quasi il dispetto della cura di chi aveva tracciato e costruito la via (...)".
N11"Appena chiusa la telefonata Tancredi accosta l'orecchio alla portaper sentire che succede dall'altra parte.Ma siccome la porta è molto spessa, ci mette alcuni secondi a capire che per distinguere qualcosa deve far aderire il padiglione auricolare al legno. Tentativo che esegue con molta accuratezza.A un certo punto l'orecchio fa ventosa sulla superficie smaltata della porta".