lo stretto di messina, arcobaleno

scritto da cochina63 il sabato, giugno 30, 2007,giugno 30, 2007 15:27
questa è la foto che mi ha ispirato una scena in Habanera per una vecchia ragazza. la foto è mia, ovviamente. Ve la lascio in regalo e vado a finire di pitturare (muri). Buon fine settimana
categoria:comunicazioni
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godo!

scritto da cochina63 il venerdì, giugno 29, 2007,giugno 29, 2007 14:34

se c'è un momento che adoro è questo: l'idea, la magnifica idea che mi spingerà a scrivere il terzo romanzo. Titolo provvisorio: Il violino Bruno!!!

p.s. nel titolo c'è la fine del libro.

pp.ss. l'ideami viene sempre all'improvviso, quasi sempre mentre mi sveglio o mi addormento. Strano?boh... forse è l'unica situazione in cui la mia mente è finalmente libera di vagare nel mondo del sogno.

baci, corro a scrivere.

(spero solo di farcela per il concorso sui rom... ho solo 2 mesi). Scappo.

categoria:i miei libri
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il violinista che amo di più

scritto da cochina63 il venerdì, giugno 29, 2007,giugno 29, 2007 10:09

qualche notizia qui http://www.siamonoi.com/musica/itzhakperlman_musica_siamonoi.htm

Itzhak Perlman  e Yo-yo ma... una goduria

http://www.youtube.com/watch?v=ScSCILXXLnM

 

che a parlare sempre di scrittura e case editrici si ammuffisce il cervello! ci vogliono emozioni, cari!

categoria:musica
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riflessione mattutina di una donna

scritto da cochina63 il giovedì, giugno 28, 2007,giugno 28, 2007 08:28

con l'otite,che attende il medico fiscale.

mentre facevo l'aerosol guardavo la tv. C'era un servizio su Fabrica (http://www.benettongroup.com/it/whatwesay/fabrica.htm )  e  Sterpaia (www.lasterpaia.it) , e tutti quei giovani  il cui dovere era la creatività. Sono stata assalita da un'invidia profonda per il loro lavoro. Ho pensato a come sarei stata io se da giovane avessi avuto queste opportunità e internet e i siti di scrittura e il confronto con un ambiente così vasto come il web; ambiente che anche adesso non so sfruttare fino in fondo a causa d'una mancanza, forse, di allenamento all'apertura mentale. Perché ancora mi mancano gli stimoli, e i maestri, gli esempi e spesso giro intorno a me stessa, alla cieca, asfissiandomi. Così come giro nella mia città: stesso percorso, quotidiano, solitario; stesse mosse e parole e azioni e pensieri spesso. Forse gli attacchi di panico, tanti anni fa, volevano dirmi questo con il loro paralizzarmi: sei in gabbia, volevano dirmi. Ingessata, immobile,prigioniera. Perduta!

perduta no! Lo giuro.

categoria:pensieri alieni
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non ho niente da dire e perciò...

scritto da cochina63 il mercoledì, giugno 27, 2007,giugno 27, 2007 22:09

lascio la parola a Patrizia Cavalli, trascrivendo un pezzetto di una sua poesia...

cinzia

 

 

 

 

Anche quando sembra che la giornata

sia passata come un'ala di rondine,

come una manciata di polvere

gettata e che non è possibile

raccogliere e la descrizione

il racconto non trovano necessità

né ascolto, c'è sempre una parola

una paroletta da dire

magari per dire

che non c'è niente da dire.

(...)

categoria:parole in regalo
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scritto da cochina63 il lunedì, giugno 25, 2007,giugno 25, 2007 22:27
femmine_pMartedì 26 giugno, alle ore 21, a Roma in Viale Angelico 2, Lina Anielli, Mariagiovanna Giudici, Cristina Origone e Gabriella Saracco presentano Femmine

w-rommmmm

scritto da cochina63 il lunedì, giugno 25, 2007,giugno 25, 2007 18:53

tornando alla questione che mi vede discutere in questi giorni un po' qui un po' lì...

oggi esami di licenza media, alunno parla di razzismo, il prof di mate interviene e guarda caso cita il gruppo di zingari che vive nel supermercato (andato a fuoco 5 anni fa e abbandonato da allora, molto bello da vedere... non oso immaginare viverci) davanti alla scuola, definendoli 'quei poverini che non hanno nulla' e sollevando un coro di 'veramente, poveracci' etc.etc. Mi chiedevo se qui al sud (tra poveracci forse... ) non siamo più umani (magari è perché siamo retrogradi eh...). Insomma nessuno ha espresso concetti negativi, neanche velati... Stamattina presto inoltre ero andata a regalare i vestiti vecchi allla famigliola che vedo davanti alla SMA, oggi c'erano due ragazzine (mai viste) e un bambinello (sconosciuto anche lui). hanno preso i 5 pacchi:le ragazze sono rimaste sedute e io ho aiutato il bambino, pensando che se erano tutti come quei tre scriccioli i vestiti di mio marito sarebbero serviti a fare coperte... Poi sono risalita in macchina e ho detto al collega: ecco, qualcuno direbbe che sono incivili, non hanno detto grazie e neanche si sono alzati (ragazzino a parte) e lui mi ha risposto (grazie collega): 'ma che vuoi che ringrazino... chissà che prepotenze soffrono ogni giorno... Siamo partiti e solo allora il bimbetto ha detto 'Grazie'. Il mio regalo, un regalo che mi ha fatta sentire piccola e spregevole...

categoria:bruno
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ihhhhhhhhh!

scritto da cochina63 il domenica, giugno 24, 2007,giugno 24, 2007 20:56
www.orasesta.splinder.com/post/12376823 e questo mi piace assai!
categoria:amici scrittori
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wow vacanze!

scritto da cochina63 il sabato, giugno 23, 2007,giugno 23, 2007 21:50
cosa fa un'insegnante, violinista pseudo scrittrice quando iniziano le vacanze (quasi)? va a pitturare la casa al mare, tutta, in un tour de force spacca-fisico (non allenato). Wow! Quasi quasi voglio tornare a scuola...
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aiutino letterario

scritto da cochina63 il venerdì, giugno 22, 2007,giugno 22, 2007 08:00
una storia scritta in prima persona da un ragazzo, che inguaggio deve usare? ioIo non ho paura, per es. il linguaggio non è molto credibile e a me non è piaciuto, è pur vero però che leggere nel colloquiale di un ragazzino è davvero noioso... Qual è la soluzione secondo voi?
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heifetz imitation

scritto da cochina63 il giovedì, giugno 21, 2007,giugno 21, 2007 13:39
http://www.youtube.com/watch?v=D5SluQyVqWQ un video da scompisciarsi !!!
categoria:musica
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andros... interessante

scritto da cochina63 il mercoledì, giugno 20, 2007,giugno 20, 2007 12:51
http://www.androsart.com/default.asp fate un giro nel sito di questo artista
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insegnanti...gasp

scritto da cochina63 il mercoledì, giugno 20, 2007,giugno 20, 2007 10:41

sottopagati-insultati-minacciati-denunziati-picchiati...

Messina - Ha aggredito una docente di musica che, a suo parere, era stata decisiva per la bocciatura del figlio. L'uomo ha colpito con pugni la docente nel cortile della scuola media di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. La vicenda e' stata denunciata dal presidente dell'istituto alla Procura

 

non so di più, ma è diventato difficile tra ministero e genitori far l'insegnante...

categoria:vergogne
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lui dorme e sogna

scritto da cochina63 il martedì, giugno 19, 2007,giugno 19, 2007 14:00
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femmine a bari

scritto da cochina63 il lunedì, giugno 18, 2007,giugno 18, 2007 21:45

un altro regalino...musicale

scritto da cochina63 il domenica, giugno 17, 2007,giugno 17, 2007 21:29
 Maurizio Salemi su you tube <a href="http://grabbavid.com/maurizio+salemi" title="maurizio salemi searched on the GrabbaVid YouTube alternative site">"maurizio salemi" search on GrabbaVid</a> (questo violoncellista lo amo davvero...)
categoria:amici artisti
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regalino

scritto da cochina63 il domenica, giugno 17, 2007,giugno 17, 2007 20:58

finita la prima mastodontica correzione su pdf (quindi ciò che posterò non è corretto) vi regalo uno dei capitoletti del lungo racconto inserito nella prossima raccolta, racconto dedicato a Julia Pastrana e che inizia con la citazione di un brano di una bellissima posia di Patrizia Cavalli. Buona lettura e buona serata.

Giuseppe e Maria!

 

Ché se Tania non avesse fatto tutte quelle storie di tornare indietro e andare avanti e ritornare indietro, sino a doverla trascinare per i capelli, se il mulo avesse camminato a dovere, senza impuntarsi a ogni salita e a ogni discesa, se non avessero perso tutto quel tempo a cercare di ricomporre le lenti di Carmine, pestate sotto lo zoccolo testardo di quella stupida bestia, se non ne fosse successa una l’ora insomma, adesso sarebbero stati già al porto di Messina a cercare un’imbarcazione che li portasse fino a Reggio o meglio a Villa.

E invece il mare era ancora laggiù, in fondo alla collina. Si sentiva, più che altro, ché da vedere c’era solo una massa scura nel buio della notte.

 Però a qualche chilometro, forse appena un paio, affioravano luci: le prime case; e l’aria, umida di grilli e salmastro, era tiepida e morbida come una carezza di bimbo. Proprio una bella nottata, peccato solo per la luna calante che non rendeva un gran servigio.

 

Carmine camminava avanti, tirando il mulo per la cavezza, gli occhi miopi spalancati sul buio come una civetta; un lume a olio rischiarava la strada un metro per volta, taccagno. Tania si trascinava stanca a lato della bestia, aggrappata alle masserizie, marcando ogni curva con la stessa domanda: “Carmine, stiamo arrivando? Stiamo arrivando, Carmine?”.

“Stiamo arrivando. Siamo quasi arrivati” rispondeva il marito, portando meccanicamente una mano agli occhiali, in quel gesto consolante di pulire le lenti e prender tempo. Solo che gli occhiali non li aveva più, la mano se ne tornava alle redini insoddisfatta, inconcludente e a lui non restava che ripetere: “Ora arriviamo, poco ci manca”.

 

Già il chiarore della città imbozzolava la pianura in  un alone latteo e Tania assaporava l’arrivo, carezzando con lo sguardo la linea falcata che, luminosa, abbracciava l’acqua del porto. Appena un ultimo sforzo: quella calata lunga verso terra, verso la civiltà.

 “Aiutami a ‘nchianare, non ce la faccio più... tanto la strada è poca ora e in discesa”. Era montata sulla bestia, incastrandosi tra le robe, stanca morta.

 

Sentirono la corsa prima: zoccoli e nitriti alle spalle, nel nero della strada già percorsa. Musi schiumanti e facce imbavagliate, all’improvviso, in un tripudio di polvere e frastuono.

“Briganti?” chiese quasi a se stesso Carmine, stringendo più forte le redini.

“Giuseppe e Maria!” implorò Tania, abbracciandosi al collo ruvido del mulo.

 

“E dove ve ne andate, Carmine, di notte? Non sapete ch’è pericoloso?”.

“Lo conosci?” gridò Tania, già piangendo.

“La notte è ladra” rise un altro.

“Ma chi siete? Che volete?” mormorò il poveruomo tentando di mettere a fuoco, col lume, quei tre ceffi intabarrati. Quattro, in verità: uno rimaneva indietro, discosto, ad assistere alla scena. “E tu chi sei? Sei il capo, tu?” gli si rivolse Carmine, lasciando le redini e dirigendosi coraggiosamente verso l’uomo.

Il colpo di fucile spaccò la notte in due, un colpo sparato in aria che diceva: ‘Non fare domande e non ti muovere’. Un colpo che al mulo fece immediatamente pensare: ‘Andiamo, di gran carriera!’.

Partì, quella bestia ottusa, veloce come non aveva mai camminato in vita sua: un galoppo di suppellettili, a precipizio verso la curva.

 Zoccoli impazziti sullo sterrato. E Carmine dietro, incurante di briganti e fucili, a riacciuffare le redini che serpeggiavano, velenose, al vento della notte e, con esse, Tania, che già vedeva sul tornante, sbilanciata nel vuoto.

 Uno sdrucciolone di zampe all’aria. Per un attimo la pancia bianca del mulo, come la via lattea, contro lo schermo del buio. “Ti ho preso!”. Scivolando, insieme a lei, nella scarpata, ben saldo alle briglie, in una caduta senza fine.

 

“Madonnuzza!” disse uno dei tre, facendosi il segno della croce. Gli altri due si levarono i bavagli. Si volsero tutti al quarto, immobile e silenzioso, aspettando a testa bassa.

Anche lui si tolse il fazzoletto, umido di fiato e galoppata nella notte, se lo allacciò al collo, lentamente.

“Se don Nitto lo scopre ci fa ammazzare come cani” disse l’uomo, girando il cavallo, col chiaro intento di levarsi da lì al più presto.

“ E ora? che facemu? niente ci prendiamo? Ché forse scendendo, a leggiu a leggiu, ‘nta forra, qualcosa si può rimediare”.

“Ma che ti vuoi prendere... ci manca che ci scoprono per qualche motivo. Niente. Deve sembrare una disgrazia. Fate sparire ogni traccia e controllate che siano morti, ché a questo punto... morti devono essere ”. L’uomo  partì al trotto.

“Era meglio se non ci davamo retta a chistu... tutto per quattro soldi!E noi che ci andiamo dietro come cani, ché è il capo... il capo di ‘sta minchia! guarda che va a capitare, poverazzi” sussurrò  quello che s’era fatto il segno della croce.

“Mutu! Che fai: ti tiri indietro? Che ne potevamo sapere? E poi ci guadagnavamo qualcosa pure noi, no? Una disgrazia è stata”.

“Una disgrazia ‘sta minchia!Vedi che bel guadagno che ci abbiamo fatto: solo noi c’eravamo quannu Nitto ha detto che se ne erano partiti con tutte le robe”.

“Ma ‘mbriaco persu era, ti pare che si ricorda chi c’era e chi non c’era? E poi, sembrerà una disgrazia veramente”.

“Scinnemu a controllari, va’”.

“Io no. Aspetto ccà”.

“Cosimo, non è che te ne scappi, vero?”.

“No, faccio la guardia”.

“Bravo, ché ‘sta cosa a tutti ci riguarda, nessuno si può tirare fuori ora, capisti?”.

“U sacciu”.

 

Un’alba livida si rifletteva metallica sul mare, lo Stretto pareva quello che era: acqua, a dividere due coste affini; nessun abbraccio nella linea falcata, solo fortificazioni per scacciare gli intrusi.

 

da Un'altra Julia

categoria:i miei libri
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correzione...

scritto da cochina63 il sabato, giugno 16, 2007,giugno 16, 2007 21:54
alle prese con la correzione del prossimo libro di racconti (sempre che l'editore, iuhuuu, mi mandi il contratto da firmare o, in alternativa, un congruo assegno... ih ih). Sono circa 230 pagine ed è un lavoro noiosissimooooooooooooooo e stancante. Magari i sogni fanno sudare eh? va be'... torno al lavoro
categoria:comunicazioni
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intervistina...

scritto da cochina63 il venerdì, giugno 15, 2007,giugno 15, 2007 18:11
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sparizioni-apparizioni...

scritto da cochina63 il giovedì, giugno 14, 2007,giugno 14, 2007 13:50
con mia somma gioia è tornata Micionero, e anche manginobrioche ha riaperto ilblog... però non vedo più Rael... RAELLLLLLLLLLLLLLLL, DOVE SEIIIIIIIIIIII?
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