baby Azù






io adoro bab



y Azù!!!!
la leccapiedi!






io adoro bab



y Azù!!!!
la leccapiedi!
http://www.flickr.com/photos/fotorita/
foto di Annarita Migliacci
La foto scelta per il libro di fiabe per Gramos, qui: http://balenebianche.splinder.com/tag/fiabe
su balenebianche di Sabrina Campolongo tutta la storia. Sono felice che il mio La voce del mare sia stato scelto per questa bella iniziativa.
La foto è bellissima, poi.
gli autori:
Le fiabe di Gramos:
CONCETTA E IL CIONDOLO PORTAFORTUNA di Assunta Altieri
LACRIME D’ORO E LACRIME DI RUGGINE di Gianluca Bedini
GRONK di Sabrina Campolongo
IL PARRUCCHIERE CON LA PARRUCCA di Alessandra Cattori
IL BIMBO FABIO, IL CANE PILÙ E LA STELLINA AMICA di Milvia Comastri
DOVE VANNO I PALLONCINI? Di Laura Costantini e Loredana Falcone
“DRIN DRIN DRIN” di Maria D’anna
NEL PAESE DI PAESE e È ANCORA NATALE
di Annalisa Ferrari
STORIA DI PIRATI, BENDE E CARDELLINI
di MariaGiovanna Luini
IL MITICO TABASCO di Francesco Giubilei
NENERONE E MENGHERONE di Gordiano Lupi
MARTINA E LA STELLA di Valentina Martiri
ATLOV ANU ARE'C - LA FAVOLA DELLO SPECCHIO di Ludovico Milani
LA BEFANA E LA COPERTA CHE SCIOGLIE IL GHIACCIO di Maria Cristina Muccioli
VERA BAMBINA SINCERA di Alfio Nicosia
IL CONTE di Federica Pegorin (Steccherino)
LA VOCE DEL MARE di Cinzia Pierangelini
LA BELLA ESTATE DI OMBRY di Claudio Prili
SEZIONE SPECIALE: dai coetanei di Gramos (bambini della scuola media “Crescentino Serra” di Crescentino, provincia di Vercelli.)
Le fatine farfalle
di Stefania Zagami
La famiglia di Gnomolandia
di Erika Simoncello
I quadri di lana
di Gabriele Ruffa

halloween?
ecco mia figlia, la scelta è chiara no?
ma nella notte i morticini porteranno il loro dono... è un modo per ricordare i nonni che non ci sono più, per esempio. Vorrei crederci anche io, a volte...
qui, vi prego http://www.petitiononline.com/13031953 è contro un 'artista' che fa morire di fame e sete un cane, in un museo, come mosta permanente... d'orrore suppongo.
che peste lo colga!
firmate! e se volete star male anche voi leggete prima qui:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=216533
Oipa: http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/appelli/costarica.html
http://armoniadelleparole.splinder.com/
firmate subito, ci vuole un attimo
http://www.amnesty.it/appelli/OK.html
che tristezza tutto ciò...
la coppia
“Certo che il mondo è cambiato, eh? A volte mi pare di non ritrovarmici.
Se penso al passato, a come tutto pareva semplice, chiaro... C’erano quattro linee guida e via: si trottava, fedeli alla direzione; a volte persino convinti. Adesso, invece: che gran confusione, non credi?”.
“...”.
“ Eh, lo so, lo so che i problemi erano spesso nascosti e i panni sporchi si lavavano in casa, per così dire; che, magari, uno certe idee, certe sofferenze, le aveva anche allora ma non sapeva a chi raccontarle. Non c’era sempre la serenità di esporre i propri dubbi perché, a volte, sembravano originali, fuori dalla norma, insomma. Pensa al matrimonio: mica la gente divorziava! I matrimoni duravano una vita, ‘finché morte non vi separi’, e ora... che confusione: coppie di fatto, coppie sfatte, lui con lui, lei con lei, in tre, in quattro, famiglie allargate, rimpicciolite, annullate. E il vecchio matrimonio, dico io?! la forza del due, lui e lei, in questo marasma, esiste ancora?Papà e papà, mamma e mamma... Senti che qualcosa non va? Senti che si è persa la magia?”.
“...”
“D’altronde non sono stupida: lo so che spesso era una facciata, che molti si nascondevano e mentivano per andare avanti! Eh, pure a casa mia: certe litigate e minacce... Dici che è meglio adesso? Ora che finalmente c’è la libertà di discutere, di dire pane al pane e vino al vino? Ora che i preti fanno figli, che gli sposi si dividono, che lo Stato riconosce diritti ai gay e che, finalmente, moglie e marito possono relazionarsi alla pari? Ma sì è vero: il passo è stato grande e sono io a sentirmi confusa. Ma, lo sai: a confondere me ci vuole poco; pensa che persino ‘Quarantaquattro gatti in fila per tre col resto di due’ mi dava l’ansia, da piccola. Quel tre... mi angosciava, e quel ‘col resto di due’ adesso mi pare addirittura profetico, no? Sì, perché ‘resto’ mi è sempre parsa una parola triste, defraudata, grigia. Caro, ma tu che ne pensi?Caro...?”.
“E muta, gallina!”.
La pillola
-Ma una basta?
-Una al giorno, sì.
-‘Na pilluledda e potemu? Ma sicuru chi non nesci prena…?
-Sì…
-E se la prima non mi veni bbona…?
-…
-Nun ti dissi nenti ‘u dutturi? Ce l’hai chiesto?
-No…m’affruntava.
-I picciriddi unni sunnu?
-Cammelo in chiesa, Santina unni la zia, Pippo niscìu co’ Agatina e Samanta ché c’è la banda c’a suona ‘nta piazza ranni.
-E…Assuntina?
-Si sta fannu ‘na dummuta che pari ‘n’anciuleddu.
-Veni cca…mmmh…Maria…mmmh…
-Saro?
-Eh?
-Sai che fazzu?
-Ora t’u dicu jò c’hai a ffari…
-No, no…fazzu accussì: mi pigghio macari la pillola di domani e macari pure n’autra…ah? Chi dici?
-Mi pari bbona ‘st’idea, Maria, anzi porta lo scatolo…vedennu facennu….
A. è un ottimo elemento: vivace, musicale, polemico quanto basta...
Ieri ,lezione di schifo... neanche una nota al suo posto.Ingoio ingoio maalla fine la terribile proffa viene fuori con occhi di bragia e zanne affilate.
-Non hai studiato?
-...
- Hai problemi?
- N... no... è che che...
-Dimmi, è che?
- No,niente
Perdo la pazienza, insisto duramente
- Guarda che puoi dirmelo: non muoio.
- No, professoressa: muoio io!
E qui Giobbe mi ha aiutato e ho recuperato la calma, perché questa risposta era strana davvero.
E siccome son diventata dolce e dolce non lo sono mai (non ho mai capito perché i ragazzi mi vogliono bene: sono piuttosto severa) A., tentando di parlare, è esploso in un pianto dirotto. Ora, quando vedo piangere i maschietti, sapendo come ci tengano a essere dei duri, io non so più dove mettere le mani... e A. , appunto, singhiozzava... disperato.
- Mi hanno avvelenato i cani
ha balbettato nel pianto.
- quattro cani...è tornata solo quella babba ché gli altri non l'avranno fatta mangiare e si è salvata.
Il pianto diventa rabbia, profonda,di quelle che lasceranno il segno.
- Bastardi!!!
diciamo insieme.

Cinzia Pierangelini
"Eraclito e il muro"
GBM Edizioni
La storia di un critico dello spettacolo, Matteo Micciché, musicista fallito, si intreccia a quella di un paesino siciliano degli anni Settanta. Seguendo le sue vicissitudini ci si addentra in un piccolo, fascinoso mondo di falsità, furbizie e popolana saggezza, passioni, potere e viltà. Ne scaturisce la gustosa rappresentazione di una certa Sicilia, metafora dell'Italia di ieri e di oggi. Pecche e virtù, speranze e disillusioni si mischiano in un caleidoscopio che restituisce, ogni volta, un nuovo fantasioso disegno, a tratti comico, a tratti tragico, a tratti poetico.
La Sicilia è la terra di questa giovane autrice che dosa con maestria ogni frase, realizzando un affresco impareggiabile.
da stasera modero L'angolo di Cinzia su
http://www.braviautori.com/forum
che sperienza ragazzi... venite a trovarmi e... non fatemi arrabbiare se no mi cacciano subito!
Ennio Nicotra dirige Badura-Skoda ricordo ancora il concorso (cento anni fa?)in cui perdemmo entrambi ... ma facemmo amicizia!
Ne ho posseduto uno tanti anni fa, un regalo di un ragazzo che ha rischiato di diventare mio marito (ma si è salvato in estremis). Era un bellissimo cilondrone ricoperto di carta colorata e andò distrutto tra le mani di mia figlia. Ieri cercavo un gioco per il compleanno di un bambino e...
'Cos'è?'
'Un calendoscopio'
'Un calendoscopio?'
'Lo provi'
Ho provato il caleidoscopio, versione moderna e migliorata, con tubo acquoso pieno di cosine colorate in movimento...
'Lo prendo'
'Faccio confezione regalo?'
'No, lo metto in borsa, è per me'
Ridacchia il commesso. Io no, non ridacchio... ho bisogno di magia, di mondi che si aprono senza regole, di colori e forme improbabili: cascate di rosso come sangue e silenziosi fuochi artificiali, stelle brillanti che sbucano ai lati di un cielo impossibile, arabeschi e ghirigori come un fantastico tappeto orientale in movimento, un orizzonte che muta in velocità e ti lascia senza parole e gli occhi non bastano a guardarlo tutto.Qualcosa che somiglia al flusso dei pensieri, pensieri di fiaba, pensieri da bambino.
Non ridacchio, io: ho bisogno di magia.
ma dove andranno le anime dei cani? quel loro spirito che riempie la casa di gioia, che rallegra ogni ritorno. E quanto può svuotarsi una casa quando il loro cuore smette di battere? quanto può, all'improvviso, divenire ostile, morta, fredda? E se all'uscio lei non c'è più, nè la sua felicità per il tuo ritorno, e quegli occhi invasati che fanno di te l'essere unico e indispensabile e di lei, il tuo cane ,l'essere unico e indispensabile quanto può cambiare la tua voglia di tornare? Piccoli, puri lari, candeline accese e luminose su quei pavimenti noiosi da pulire, occhietti d'amore che sembrano sempre capirti e scusano ogni gesto, persino l'ingiusto, e approvano ogni decisione, la più scellerata, che non vedono la tua vecchiaia, proteggono la tua vita, si accontentano di una carezza, continuando a ripetere: ti amo ti amo ti amo sopra ogni cosa. Case senza cani, case vuote, inospitali.... Pulite forse, certo... ma... Gente senza cani... e certo niente peli sui pantaloni ma...
Dove andranno le anime dei cani?
E Lilli, che oggi ci ha lasciato? Dove sarà?
Voglio pensare sia con Leda e che giochino insieme come una volta, ad acchiapparello; saranno in un mondo di polli arrosto sul tavolo e letti su cui dormire ed erba che fa perdere il senno e divani da strappare, facce da leccare, palle da inseguire, abbai senza rimbrotti, corse a perdifiato... libere, felici.
Voglio pensare così... e dimenticare i loro occhi nell'ultimo giorno, gli ultimi sguardi che chiedono, a te, proprio a te: perché?